Se si dovesse pensare al miglior gioco per il vecchio Xbox, Chronicles of Riddick: Escape from Butcher Bay sarebbe senza dubbio tra i primi tre. Le avventure del personaggio nato al cinema e interpretato da Vin Diesel, infatti, riuscivano non solo a spremere l’hardware della macchina come nessun altro, ma regalavano un mix perfetto tra azione e stealth, tra forza bruta e intelligenza silenziosa. Grazie ad Atari anche i possessori delle console di nuova generazione possono apprezzare un prodotto rimasto di nicchia: con l’aggiunta, per niente trascurabile, di un secondo capitolo inedito: Assault on Dark Athena.
Riddick, interpretato da Vin Diesel, è fortissimo, furbo, svelto, capace di vedere di notte con un solo problema: vive in costante fuga da mercenari che lo vogliono catturare per avere una lauta ricompensa. Tutto parte proprio quindi da Butcher Bay, un penitenziario di massima sicurezza in cui il nostro alter ego digitale viene rinchiuso. Ma Riddick non è uno che si dà per vinto e scopo del gioco è appunto quello di farlo evadere e di riconquistare la propria libertà . Nel corso del secondo ed inedito episodio dovremo invece tentare di fuggire da un’astronave controllata dai Merc (mercenari criminali), la Dark Athena.
A bordo della nave sono presenti anche dei civili tenuti prigionieri, i cui preziosi corpi vengono usati per la costruzioni di Droni da combattimento. Nel corso dell’avventura il giocatore dovrà sia salvare la vita dei prigionieri che di scappare dalla nave.
Vin Diesel, che veste nuovamente i panni di Riddick, mostra tutto il suo talento in questo gioco creando un perfetto antieroe, è in compagnia di un cast d’eccezione che include Wade Williams, Lance Henriksen, William Morgan Sheppard e Michelle Forbes.
Riddick in versione videoludica è un FPS ricco di varie sfumature diverse: dai duelli all’ultimo, a situazioni tipicamente stealth in cui ci si dovrà muovere con molta circospezione nelle oscurità e prendere il nemico di sorpresa. Il ritmo del gioco è veramente molto alto e caratterizzato anche da tanti momenti cinematografici. Un’altra particolarità del gameplay è una contaminazione con il genere degli RPG.
Oggi casualmente tramite una ricerca ho trovato un sito,che trattava Vin Diesel.
Pensavo di trovare cose sensate su questo blog (ATTENZIONE !! segnalato da wikipedia) invece…che mi ritrovo?
Battutine di pessimo gusto su Vin Diesel e roba simile.
A parte la cattiveria nascosta in queste frasi (con cose che realmente accadono e portano tristezza) ho trovato veramente di pessimo gusto questo sito.
Io sono “cattivella” a volte odiosa in questo forum,ma provo come e comunque a tenere una forma educata,senza essere veramente scabrosa e come e comunque dico la mia,(sperando) senza mai esagerare.C’e un limite a tutto,e mi pare veramente di cattivo gusto fare battutacce su questioni reali e dure per certa gente.
Mi e dispiaciuto,vedere il nome di Vin,utilizzato per queste meschinerie.
Ho contattato wikipedia e ho chiesto la rimozione del link di questo sito.
Sono andati a controllarlo e mi hanno dato ragione.
Dopo neppure un ora dalla mia mail mi hanno risposto confermando l’eliminazione.
Sono dei professionisti,e li ringrazio per la serietà .
Lei ha sempre interpretato personaggi duri con un fondo di umanità , ma non le piacerebbe nella sua carriera una parte in cui sia completamente buono o completamente cattivo?
Sono principalmente attratto dai ruoli complessi e che mi pongono dinanzi a una sfida, quella di esplorare caratteristiche peculiari con cui confrontarmi e con cui ho anche convissuto. Ho iniziato a recitare a sette anni, ho sempre vissuto la recitazione come qualcosa di terapeutico. Fondamentalmente un ruolo per interessarmi deve avere un inizio, una centro e una sua conclusione e allo stesso tempo divertirmi. Xander ha tutto questo, in più ha un rigetto per l’autorità e per le istituzioni e per entrare meglio nel personaggio ho studiato a fondo la parte di me che non si interessa di come vanno le cose del mondo. Dopo l’undici settembre, però, la frustrazione di ognuno di noi ci ha spinto a cercare l’eroe che è in ognuno di noi e Xander è proprio l’eroe che ti aspetti di meno nel tentare di salvare il mondo. Anche per questo recitare è uno dei mestieri più belli che esista al mondo.
Ci sono altri motivi per cui ha accettato di interpretare “XXX”.
La ragione principale era la presenza di Rob Cohen, non avrei fatto il film se non fosse stato lui a dirigerlo. La maggior parte dei registi ti manda la sceneggiatura e ti chiede se ti piace o meno. Rob invece ha un metodo molto astuto per coinvolgermi nei progetti. Noi parliamo molto, discutiamo e per “XXX” abbiamo seguito una nostra specie di rituale per lavorarci insieme. Ci siamo visti al bar dell’albergo dove ci ritroviamo di solito e abbiamo delineato il personaggio. Così è venuto fuori Xander Cage, uno specialista di sport estremi che è allo stesso tempo un assoluto nichilista che attraverso questa nuova avventura inizia ad apprezzare il mondo che lo circonda.
Quando fai un film capita sempre di ricevere dei regali. Il regalo che ho avuto da “XXX” è stato aver conosciuto Asia che è davvero una persona eccezionale.
Quante scene di alta velocità avete girato voi e quante gli stuntmen?
La maggior parte delle sequenze le abbiamo potute guidare io e Paul, gli stuntmen facevano il resto. A dire il vero, gli stuntmen giravano le nostre stesse scene e poi il regista al montaggio decideva quale tenere: se le nostre performance erano buone Rob le teneva, altrimenti sceglieva quelli degli stuntmen. Mi piace guidare veloce, ma non mi piacciono le multe. Trovo altri modi per divertirmi. Quando ero al college facevo gare di motocicletta. Adesso mi diverto in altri modi, mi diverto a far film.
Cosa sai di questo fenomeno delle gare illegali?
E’ una subcultura che esiste, ma non è mai stata rappresentata prima: parte del successo del film in America è dovuto anche a questo. Il giro delle gare illegali è una subcultura che sta diventando sempre più forte. Ho avuto esperienze dirette, sono andando a vedere queste gare, la maggior parte del tempo lo spendevamo a scappare dai poliziotti. Los Angeles è la casa di questa subcultura, questi ragazzi vi dedicano tutta la loro vita, molti di loro potrebbero tranquillamente essere piloti di Formula Uno. Sono dei veri e propri devoti. Sono andato a Los Angeles per capire questo mondo, pwer poterlo riprodurre in modo genuino. E’ stata una grande esperienza, avevo bisogno di toccare con mano.
Hai incontrato qualcuno simile al tuo personaggio?
No. E’ come se vuoi studiare dei campioni di box: puoi andare a vedere gli incontri, ma incontrare il campione, il numero uno, è impossibile.
Come è stata accolta la tua performance dalla stampa americana?
Ho ricevuto così tanti complimenti che possono bastare per tutta la mia vita. Sono stati cosi buoni con me che mi sono sentito a disagio. E’ stato bello sentire che i miei sforzi, le mie intenzioni sono stati riconosciute. Questo è quello che voglio continuare a fare. Non importa quale ruolo interpreterò, se sarò un soldato italiano in “Salvate il soldato Ryan” o ‘Dominic’. L’importante per me è approcciare ogni carattere con la stessa dedizione, con la stessa intensità . Cercando sempre di fare un buon lavoro. E’ una cosa bella quando le persone riconoscono i tuoi sforzi.
Hai incontrato tante persone che ti hanno fatto tante domande: qual’e stata quella che ti ha toccato di più?
Questa.
Cosa ti ha entusiasmato di quest’ennesima esperienza filmica? E cosa invece ti saresti risparmiato?
Mi sono piaciute tante cose. Prima di tutto le persone con le quali ho lavorato, ho sentito che tutto il cast è stato veramente unito, è stato uno dei pochi set in cui ho lavorato dove non c’è stato egocentrismo. La cosa difficile è stata riuscire a fare le scene pericolose. Ogni volta che provavo a fare una sequenza pericolosa, subito dopo arrivavano lo stuntman che facevano qualcosa d’impossibile. Ho adorato il lavoro degli stuntmen.
Rob Cohen, regista di “xXx”, ti riempie di complimenti, cosa ti senti di rispondergli?
Non posso fare altro che esserne lusingato, non avrei fatto questo film con nessun altro regista. Rob Cohen ha un modo molto astuto per coinvolgerti in una operazione, la maggior parte dei registi ti consegna il copione e ti lascia così, Rob invece mi parla mentre recito cercando di coinvolgermi nella parte. Quando dobbiamo discutere un progetto poi ce ne andiamo in un albergo, ci mettiamo seduti e ne parliamo. Quando mi ha presentato il personaggio Xander Cage mi ha detto “questo è un atleta di sport estremi ma c’è molto altro, è sicuramente un duro ma è anche un nichilista, non gliene frega niente delle sorti del mondo interno, tuttavia attraverso questo viaggio impara ad apprezzare i valori più nobili della vita. Rob Cohen ha la capacità di forgiare e scolpire i personaggi dei suoi film.
Ti piace la figura di James Bond?
Mi piace James Bond (in italiano)
Io sono cresciuto con i film su James Bond ma ricordo di più quelli con Sean Connery. È un personaggio meraviglioso ma io non mi sono mai identificato con lui. Xander Cage è un personaggio con cui io mi identifico e proprio per questo sono riuscito a farlo molto più mio.
James Bond rappresenta un paese, “xXx” rappresenta una generazione.
Dove hai imparato l’italiano?
Non te lo posso dire. Sono già stato a Roma, sono stato anche in Sardegna. “O sole miooo…”(inizia a cantare).
È vero che stai dirigendo un film tuo?
Due già li ho diretti: il corto “Multifacial” ed il lungometraggio “Strays”. Quando mi tornerà il coraggio di dirigere di nuovo farò la versione lunga del cortometraggio che Spielberg vide e che gli diede l’idea per il mio ruolo di Adrian Capazo in “Salvate il soldato Ryan”. Io sono sia regista che produttore e sto imparando tantissimo grazie alla mia amicizia con Rob, ma per il momento sono come un bambino nel negozio di caramelle.
“Not Around Guys” che è un film relativamente indipendente con John Malkovich e Dennis Hopper, poi “A Man Apart” è un’altra grossa produzione di prossima uscita e poi “Hannibal il conquistatore” per il quale David Franzoni dovrebbe proprio in questi giorni consegnare la sceneggiatura definitiva.
Che mi dici di Asia Argento?
Le doti di Asia Argento le dovreste conoscere meglio di me: è bella, intelligente e indipendente. Inoltre è la migliore maestra di italiano che ho mai avuto ed ogni volta che ci vediamo mi regala qualcosa.
È ormai stato consacrato l’attore più “truzzo†del momento. Merito (o demerito, a seconda dei punti di vista) di un film come XXX che dell’azione fa il motore principale della storia. Ma il giovane Vin Diesel è anche un buon attore, laureato che non disdegna anche la buona recitazione e i piccoli film indipendenti.
Diesel, un nome, una garanzia per i film d’azione. Ed è proprio per questo scopo che il cinema hollywoodiano lo sta sfruttando come il degno erede di Stallone e Shwarzenegger. Ma l’attore di colore ha qualche cosa in più: un’autoironia alla James Bond che non fa prendere troppo sul serio film come The Fast and the furios o XXX, entrambi di Rob Choen, un professionista con esperienza decennale nei film d’azione.
Quello che però più stupisce è il fatto che Vin Diesel sembra si stia letteralmente vendendo al genere. Agli esordi ha dato vita a pellicole di cui lui stesso ha curato anche la regia: è il caso di Multi Facial (scritto, interpretato e diretto) presentato a Cannes nel ’95, o di Strays (sempre scritto, interpretato e diretto) presentato nel ’97 al Sundance Festival, il rinomato festival del cinema indipendente di Robert Redford.
Una certa notorietà l’ha conquista grazie a una partecipazione al pluripremiato film di Spielberg Salvate il soldato Ryan, dove interpreta uno degli otto soldati che vanno alla ricerca del disperso Ryan.
A farlo conoscere sia come attore d’azione, sia come ragazzo dalle scelte azzeccate è l’indipendente Pitch Black, dove interpreta un detenuto apparentemente piuttosto spietato. Il film è un piccolo gioiello del genere della fantascienza “povera†e, grazie soprattutto a un lento passaparola, diviene un piccolo cult. Oggi, dopo l’indipendente 1 km da Wall Street e gangster movie Compagnie Pericolose, sembra essersi interamente dedicato alla pura, seppur ironica, adrenalina.
Se l’attore dovesse continuare solo su questa strada sarebbe un vero peccato e spreco, anche se il suo portafogli non piange certamente.
Ovviamente noi non siamo d’accordo su molti punti..
NOME: Vin Diesel ALL'ANAGRAFE: Mark Vincent NASCITA: 18/07/1967 SEGNO: Cancro LUOGO: New York, New York, Stati Uniti PROFESSIONE: Attore, Produttore, Regista,
Sceneggiatore